Associazione Mago Merlino

Casa di Accoglienza Meulì


Il servizio

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Comunità di accoglienza "casa Meulì"
dell'ASSOCIAZIONE MAGO MERLINO


Lamezia Terme, Giugno 2007

1. Presentazione del Servizio

L'Associazione di Volontariato Mago Merlino nasce nel 1995 dalla volontà di tre realtà presenti a Lamezia Terme (CZ) che operano nel settore dell'emarginazione: la Comunità Progetto Sud, l'Associazione La Strada, le Suore di Maria Bambina.
Questo gruppo di enti e volontari è composto da laici e religiosi che attraverso la ricerca di motivazioni condivise, elabora un percorso formativo comune sulla cittadinanza attiva e sulla solidarietà. Tali valori già vissuti dai singoli, dai nuclei familiari impegnati nel territorio, andavano gradualmente prendendo forma esperienze sempre piùcondivise e condivisibili.
La lettura costante del contesto lametino e dei suoi bisogni di inclusione, permette la nascita, grazie ad un confronto continuo tra realtà di volontariato e strutture pubbliche della proposta di un servizio alternativo rispetto alle risposte istituzionalizzanti ri-volte alla tutela del minore esposto, ospedalizzato, al diritto della donna al segreto al parto e o di tutela della sua dignità di donna.
Da qui prende vita la casa di accoglienza.
Il contesto territoriale, oltre a quello nazionale, risentiva molto della problematicità sollevata dal frequente numero di abbandoni di neonati nei cassonetti; dalla pressante richiesta di donne che richiedevano spazi e condizioni per ripensare alla propria vita soprattutto perché lese nei propri diritti e nella propria dignità.
La formula riconosciuta più idonea al perseguimento degli obiettivi e alla ricerca di modalità nuove di relazione di aiuto, nel panorama della convivenza civile e/o religiosa, su stili di vita basati sulla condivisione e non sull'elargizione di un puro servizio, è sembrata essere quella della comunità-famiglie integrate.
L'impegno dell'Associazione ha continuato ad essere orientato all'aspetto culturale e formativo allargato alla cittadinanza, mantenendo fede all'obiettivo di creare rete di collaborazione, obiettivi comuni e condivisibili tra pubblico e privato per la diffusione dell'accoglienza realizzata in modi diversi: affido, disponibilità all'adozione, sensibilità sociale senza agire deleghe e de-responsabilizzazioni.
Il continuo cambiamento socio-culturale ed il confronto con le normative legislative del settore, hanno accompagnato la vita associativa e l'evoluzione della comunità di accoglienza fino all'individuazione dell'attuale target di destinatari. Anche la sede abitativa ha avuto bisogno di spazi più ampi e si è trasferita distinguendo sede operativa "Casa Meulì" e sede legale in Via Trento, 51.

2. I destinatari del servizio
I destinatari del servizio sono donne in difficoltà sole o con figli, gestanti anche minorenni provenienti da contesti familiari e personali deprivati, violenti e violanti la dignità della donna, da situazioni di povertà culturale, etica ed economica, con spesso alle spalle ripetute esperienze di istituzionalizzazione ed assistenzialismo.

3. Dove si trova il servizio
"Casa Meulì" è situata nella zona in espansione della città, in via dei Bizantini, 290 alla periferia sud di Lamezia Terme (CZ). E' raggiungibile con mezzi pubblici e privati favorendo la partecipazione degli utenti alla vita sociale del territorio e facilmente raggiungibile dai circuiti autostradali e delle arterie stradali di principale collegamento che permettono l'accesso veloce alla stazione e all'aeroporto.
Telefax: 0968/462144 e-mail info@magomerlino.org

4. La sua Missione
La mission di "Casa Meulì" è quella di essere un contesto comunitario ed un servizio alternativo rispetto alle risposte istituzionalizzanti del disagio femminile a partire dal dato culturale calabrese emarginante la donna, a tutela del diritto della donna al segreto al parto e del minore esposto ed ospedalizzato.
Tale mission si realizza attraverso i seguenti obiettivi:
- contrastare le varie forme di disagio sociale attraverso la promozione di genere;
- favorire l'inserimento attivo e responsabile nel tessuto sociale della donna ed il raggiungimento dell'autonomia, anche in quanto madre;
- ridestare nella donna ferita e violata dall'emarginazione, dall'abbandono, dall'ignoranza la coscienza della propria dignità di genere;
- rifuggire dall'ottica dell'assistenzialismo assumendo la condivisione e la quotidianità come stile di vita comunitaria.

5. I suoi interlocutori (Stakeholders)
La Comunità di accoglienza "Casa Meulì", autorizzata dalla Regione Calabria al funzionamento dal 2002 nella sede di via dei Bizantini, ma precedentemente autorizzata nella sede di via Trento nel 1998, collabora
con i servizi sociali comunali del territorio regionale da cui provengono le persone accolte;
con il Tribunale per i minorenni di competenza dei minori accolti;
con le agenzie educative scolastiche di ogni genere e grado;
con i servizi specialistici dell'A.S.L. n°6 di Lamezia Terme di carattere sanitario, psico-sociale ed educativo;
con il volontariato: singole persone, famiglie-integrate, organizzazioni più strutturate, ed il Servizio Civile Nazionale attraverso il C.N.C.A. (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza);
con i Consulenti di diverse professionalità: legali, mediche, terzo settore;
con le Agenzie formative del territorio regionale e nazionale pubbliche e private;
con le Agenzie di lavoro ed imprenditorialità del territorio.
La prassi amministrativa e politica dell'attività di accoglienza ci mette in relazione anche con il Settore Politiche Sociali del Dipartimento Servizi Sociali della Regione Calabria e con i Servizi Residenziali affini sul territorio.

6. La qualità relazionale
La scelta della condivisione della quotidianità e lo stile di vita familiare connotano l'organizzazione interna di "Casa Meulì". Esse sono la prima proposta per chi entra a farne parte; ed il presupposto per creare un ambiente in cui potrebbe essere possibile ripercorrere ed elaborare il proprio vissuto, pensare a percorsi che potrebbero migliorare la qualità della propria vita, vivendo nel rispetto delle proprie ed altrui scelte.
Lo sforzo continuo e reciproco dell'equipe degli Operatori è la disponibilità all'ascolto, al dialogo in spazi formali ed informali. Importante parte nel lavoro educativo è impiegato per favorire, mediare, problematicizzare i rapporti con i familiari delle persone accolte.
Data la tipologia delle accoglienze, è curata la relazione genitoriale madre-figlio ed il riconoscimento del valore alle competenze di cura delle madri -per non affrontare in maniera dicotomica il rapporto madre/centralità dell'interesse del bambino-
La collaborazione con i Servizi sociali e gli Operatori che ci interpellano per l'accoglienza o a cui ci rivolgiamo per consulenze, si basa sulla co-progettazione critica, dinamica e periodica: prima dell'inserimento, a uno-tre-sei mesi dallo stesso, alla fine dell'inserimento .

Gli obiettivi educativi
La richiesta di inserimento in comunità hanno uno o più dei seguenti obiettivi educativi:
- L' accompagnameto al parto e l' eventuale tutela del diritto del segreto al parto;
- La valutazione delle capacità genitoriali;
- L' elaborazione di percorsi di accompagnamento nell' acquisizione di livelli di autonomia e di competenze sociali e della formazione alla cultura del lavoro;
- La formulazione e la valutazione di bilanci di competenze personali e sociali, attraverso la ricerca della prospettiva di progettualità di vita
- L' occasione per modificare la propria cultura della dipendenza, dello sfruttamento e della delega.
- La tutela di persone diversamente violate e/o a rischio di essere esposte alla violazione della dignità.

Gli strumenti di lavoro
L'equipe si avvale per il proprio compito educativo di tre fasi distinte: l' osservazione, l'accompagnamento e la verifica con le persone accolte e gli operatori invianti.
A tale scopo utilizza alcuni strumenti di lavoro quali:
- la schede di raccolta dati per la prima fase della proposta di inserimento;
- la richiesta scritta dell'accoglienza da parte del servizio inviante;
- la risposta scritta dell'equipe alla richiesta di inserimento;
- la scheda di primo colloquio di un operatore con l'utenza all'accoglienza;
- la cartella individuale d'accoglienza (comprendente la relazione sociale, i dati personali, la scheda dei referenti ed i recapiti telefonici necessari, la comunicazione di inserimento, la scheda medica, il diario dell'accoglienza e le note relative gli aggiornamenti, la scheda del progetto educativo individualizzato; la copia informativa e richiesta di consenso al trattamento dei dati personali firmata e compilata;i verbali degli incontri con i servizi sociali e/o gli specialisti, i documenti richiesti all'accoglienza , la comunicazione di dimisione);
- la traccia dell'osservazione in comunità;
- la griglia per la redazione delle relazioni periodiche;
- il diario di bordo della comunità e dell'Associazione.
- L'archivio cartaceo delle richieste di accoglienza;
- L'archivio cartaceo delle cartelle delle accoglienze;
- Schedatura su P.C. dati accoglienze per statistiche del servizio.

Le proposte educative
La vita quotidiana condivisa è, come già ricordato, lo strumento ritenuto prioritario. Ad essa non vengono meno sia gli incontri formali ed informali personali sia quelli di gruppo tra operatori e persone accolte.
Vengono inoltre offerte:
- le proposte culturali in comunità e all'esterno (cineforum, gruppi di discussione; gruppi della globalità del linguaggio per favorire l'esperienza del proprio mondo emotivo e la rilettura del proprio vissuto);
- i corsi di ri-alfabetizzazione attraverso l'iscrizione a corsi per adulti supportati dal sostegno scolastico in comunità;
- l'accompagnamento psicologico e/o psichiatrico presso i Servizi territoriali della città o studiando modalità diverse idonee alle varie situazioni, spesso determinate la complessità del disagio generalmente registrato;
- i corsi preparatori al parto,
- i tirocini formativi alla cultura del lavoro presso realtà lavorative protette.

Tutte le fasi e le scelte necessarie per il perseguimento del progetto sono sempre precedute da incontri con il Servizio Sociale inviante e la persona interessata o almeno comunicate all'Operatore sociale di riferimento inviante; fissate in relazioni periodiche almeno trimestrali a cura della comunità. In caso di periodi più brevi d'accoglienza, le relazioni vengono fatte o su richiesta o almeno a conclusione dell'accoglienza stessa al Servizio interessato.

7. La qualità organizzativa
Il servizio di accoglienza di "Casa Meulì" è di tipo residenziale; aperto 24 ore su 24, per tutto l'anno, non prevede nessuna chiusura. E' garantito dalla compresenza di almeno due operatori durante l'arco della giornata; da una presenza residenziale; da personale volontario e dal Servizio Civile Nazionale.

L'equipe del servizio
L' equipe è costituita da tutti gli operatori della comunità ed è all' occorrenza allargata alla partecipazione del Presidente o dietro sua richiesta, ai volontari e dei giovani del servizio civile nazionale.
L'equipe degli operatori della Comunità d'accoglienza dell' Associazione "Mago Merlino" è composta da N° 5 operatori di cui:
- N° 1 Educatore professionale in possesso del diploma di tale titolo con funzioni di Coordinatore;
- N° 3 Operatori laureandi in Servizi Sociali.
- N° 1 Operatore collaborazione a progetto con diploma di laurea in scienze della formazione.
- N° 1 Due operatori sono in possesso del Libretto di idoneità sanitaria (legge 30/04/1962, n°283; D.P.R. 28/03/1980 n°327)
La qualità educativa è garantita dalla periodicità settimanale dell' equipe che elabora e verifica " in itinere" il progetto educativo individualizzato ( P. E I).
Il P. E I elaborato dell' equipe considera:
- le motivazioni all'accoglienza e l'obiettivo educativo,
- le priorità educative individuate durante il primo periodo di osservazioni dall'accoglienza;
- le modalità per essere raggiunte e le risorse da investire, i tempi di attuazione previsti o prevedibili, la periodicità delle verifiche.

I Volontari
Nelle attività front e back gli Operatori sono coadiuvati da Volontari e dal Servizio Civile Nazionale.
La presenza in comunità di singole persone o di famiglie in qualità di volontari, non è una scelta puramente organizzativa e funzionale al Servizio, ma vuole essere segno di un importante scelta qualitativa: essere cioè un'offerta di un cerchio relazionale ampio, vario come primaria esperienza di micro-società; di confronto esperienziale, di scambio di competenze, di conoscenze, ed abilità. Si intende offrire diversi modi di "concepire il senso delle esperienze e della vita" nel tentativo di facilitare la ricerca del proprio orientamento delle persone in accoglienza.
La preparazione e la competenza professionale dei volontari, così come la scelta responsabile di condividere la ricerca di una migliore qualità della vita nel territorio possibile anche a donne e minori che vivono situazioni di svantaggio oggettivo o soggettivo, permettono di investire in incontri, spazi e tempi di significativa importanza all'interno e all'esterno della comunità..
La formazione del personale è sia interna alla struttura che esterna ad essa attraverso la partecipazione ad iniziative proposte da agenzie formative locali o nazionali, pubbliche o private.

Modalità di accesso al servizio
Invio
La richiesta può essere inoltrata da diversi Servizi pubblici e privati sociali e sanitari e dalla forza dell'Ordine, ma si ri-invia a quello Comunale di competenza residenziale per la condivisione del progetto, il perseguimento dello stesso, l'adempimento della prassi amministrativa).
Durante un primo colloquio di richiesta telefonica si raccolgono i dati essenziali per valutare la pertinenza della tipologia e la prospettiva progettuale. Si richiede già in quella sede, una relazione sociale da parte del Servizio richiedente e l'invio al servizio competente qualora fosse diverso da quello del Servizio Sociale del Comune di residenza.

Valutazione
Gli elementi raccolti vengono comunicati e confrontati tra i membri dell'equipe e la comunicazione della valutazione viene garantita entro e non oltre tre giorni.
La restituzione può avere esito positivo o negativo all'accoglienza per pertinenza o per disponibilità di posti; può essere anche richiesta la necessità di maggiori informazioni, anche documentate.

Accoglienza
Se la prima fase della valutazione si conclude con esito positivo per l'inserimento, gli operatori della comunità procedono con la formalizzazione scritta di disponibilità all'accoglienza da parte della comunità al servizio inviante in cui si esplicita la condivisione e l'assunzione del progetto, la definizione dei tempi di permanenza, la modalità e la frequenza dei rapporti con i familiari, con i Servizi invianti; informazione della documentazione personale ed amministrativa necessaria all'inserimento in comunità.
Si ritiene importante poter incontrare in comunità o presso il servizio la persona direttamente interessata prima della formulazione dell'accoglienza per un primo approccio di coinvolgimento e/o di responsabilizzazione, ma non si preclude la prassi di accoglienza se valutate le condizioni con gli operatori sociali di riferimento, non ci fossero i presupposti per realizzare questo incontro.

Prassi per pronto intervento
Nel caso in cui vengono inoltrate richieste di inserimento di pronto intervento o procedimenti immediatamente esecutivi, la prassi mantiene fede ai contenuti ed alla conoscenza particolareggiata per evitare inserimenti non pertinenti con il nostro target, sempre nell'interesse e benessere della persona in situazione di disagio, ma i tempi di risposta diventano necessariamente brevi, anche nell'arco della giornata stessa, con la esplicita clausola di un tempo di osservazione volto ad un maggior approfondimento della situazione e verifica della reale pertinenza.
L'inserimento di persone "al limite" del target, può essere di volta in volta valutato come spazio di sperimentabilità possibile, o come priorità data alla persona in stato di bisogno. In questo caso i tempi di verifica proposti si struttureranno necessariemente più brevi e frequenti, con la clausola di poter recedere all'impegno di protrarre l'accoglienza qualora non ci fossero le condizioni per il proseguimento.

I tempi di permanenza
I tempi di permanenza in comunità variano a seconda dell'obiettivo definito all'inserimento. Normalmente si concordano accoglienze di uno, due, tre, sei mesi. La verifica periodica permette di individuare il raggiungimento degli obiettivi prefissati o di prevedere possibili proroghe all'accoglienza per il raggiungimento della finalità o per la re-difinizione del P.E.I, in collaborazione con il Servizio inviante.

La dimissione
La dimissione dalla comunità avviene quando sono stati raggiunti gli obiettivi previsti dal P.E.I.; per mancanza di collaborazione della persona accolta al P.E.I.; per volontà dell'interessata ad interrompere l'esperienza.

La dimensione del gruppo:
Per salvaguardare l'ambiente familiare della comunità si è optato per una struttura abitativa ed organizzativa piccola, che possa accogliere una presenza massima di otto persone. La quotidianità è totalmente condivisa in tutti i suoi aspetti. La conduzione del menage è articolato in modo progressivo ed individuale per responsabilizzare alla vita sociale attraverso la micro-società rappresentata dalla comunità.

I rapporti di collaborazione:
La modalità collaborativa in cui si crede, che si tenta di instaurare e mantenere con gli operatori pubblici e privati del territorio, non ha solo la valenza funzionale riferita alla presa in carico di una specifica situazione. Essa vuol essere soprattutto un modo concreto per esprimere ed esercitare la nostra cittadinanza sociale, la necessità di un processo di confronto che diventa reciproca formazione, competenza professionale in continua e progressiva acquisizione.
Al fine di poter collaborare con gli Operatori del reparto di Ginecologia dell'Ospedale di Lamezia Terme a tutela delle persone accolte, soprattutto per la tutela del diritto al non riconoscimento è stato stilato un protocollo d'intesa .
In rete sul territorio si stringono rapporti di collaborazione e di condivisione della mission dell'Associazione con gli Istituti comprensivi (scuole primarie o di qualificazione professionali); gruppi di Volontariato (culturale, animazione); servizi sanitari del Presidio Ospedaliero e del territorio; Cooperative sociali, Aziende private con cui stipulare rapporti di tirocini formativi al lavoro.
Il nostro processo di lavoro

Il regolamento




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